Eventi culturali & Co.

Le “Cuevas del Rodeo” a Rojales: uno spazio unico dedicato alla cultura

Dalla grotta si levano lunghi singhiozzi.
(Il viola sul rosso).
Il gitano rievoca paesi remoti.
(Torri alte e uomini misteriosi).
Nella voce rotta vanno i suoi occhi.
(Il nero sul rosso).
E la grotta imbiancata trema nell’oro.
(Il bianco sul rosso).
(Federico Garcia Lorca)

 

Ho trascorso una domenica alternativa in un posto unico e originale.

Ma andiamo con ordine.

Forse non tutti sanno che la Spagna è il Paese in Europa con il maggior numero di casas-cueva o viviendas-cueva (case-grotta), cioé di  abitazioni troglodite costruite nella terra, molte della quali ancora oggi abitate. Si concentrano soprattutto in Andalusia, nell’area dell’Altipiano di Granada (Guadix, Baza, Huéscar) – dove addirittura esistono intere realtà urbane di architetture scavate -, ma non mancano esempi anche in Catalogna, Castilla-La Mancia, Castilla Leon, Asturie e Comunità Valenciana.

Proprio in quest’ultima regione, nella parte meridionale della provincia di Alicante, si trova Rojales, un paese di poco meno di diciottomila abitanti, la maggior parte dei quali stranieri (più del 70% della popolazione). Qui si trovano circa trecento case-grotta, che formano tre interi quartieri (barrios). Tra questi distaccano le cosiddette “Cuevas del Rodeo”, dichiarate “Bene immobile di interesse etnologico”.

Come anticipato, si tratta di un luogo unico e originale, che non ha eguali in nessuno dei complessi di abitazioni troglodite del Paese: queste grotte, infatti, 17 in totale, furono scavate nella roccia tra il XVIII e il XX secolo e, a partire dagli anni Novanta del secolo scorso, sono state restaurate non per essere utilizzate a scopo abitativo, ma per farne un centro culturale, dedicato all’arte e all’artigianato, ma anche alla musica, alla danza, alla letteratura. Un complesso singolare, quindi, non soltanto dal punto di vista etnografico, ma esempio di architettura popolare recuperata con un progetto e una finalità culturale più ampi, che possano garantirne la conservazione e la fruizione.

Ogni cueva, infatti, ospita lo studio di uno o più artisti e alcune funzionano anche come spazio espositivo e laboratorio creativo. Il complesso abbraccia uno svariato numero di tecniche artistiche e artigianali: dalla pittura e scultura alla lavorazione della ceramica, dal web design e fotografia al riciclaggio creativo. Ubicate in una zona elevata, che permette una piacevole vista panoramica del paese e dei dintorni, le “Cuevas del Rodeo” sono circondate da aree verdi e per il tempo libero.

1. José Cuerda, scultura ceramica. 2. María Trapiello, origami, e Inma Arroyo, riciclaggio creativo. 3. Abraham Martí, sala da tè e scultura. 4. Sala “Mengolero” 5. Carmen Sánchez, pelletteria. 6. Centro informazioni e Antonio Villa, design illuminazione 7. Vicente Mora, ceramica 8. Manolo Cano, pittura e web design. 9. Carlos Carmona, scultura 10. B-art. 11. “Cueva de Santi”, Santiago Hernández Veracruz, pittura. 12. Antonio P. Mañogil, ceramica. 13. Spazio multifunzionale. 14. Gruppo Artistico JOAR, Héctor Ramírez Duque e Verónica Sánchez Barberá. 15. “Cueva del Anguililla”, José Ángel Paredes, pittura. 16. ArtNGround, Residenza d’Artista. 17. Kaleidoscopio e Luz de caña.

 

La Sala “Mengolero”, in particolare, che prende il nome da Antonio Hernández, detto appunto “il Mengolero”, artigiano che partecipò attivamente alla riabilitazione del complesso, ospita esposizioni d’arte aperte agli artisti del luogo e non solo, offrendo una cornice originale – sette ambienti scavati nella roccia, dalle pareti bianche e irregolari -, ideale per la conservazione delle opere (nelle grotte, infatti, si mantiene una temperatura costante per tutto l’anno).

Sala “Mengolero”, esterno

 

La sala è attualmente gestita da ArtNground (Hilarión Pedauyé Armengol e Jennifer Virginia Rotter), cui si deve anche la recente iniziativa “Residenza d’artista” (Artist Residence), che offre la possibilità agli artisti di soggiornare in una casa-cueva interamente restaurata per svilupparvi un progetto artistico.

Insomma, uno spazio dinamico e creativo, di scambio tra artisti e pubblico, dove durante l’anno vengono organizzati corsi di differenti tecniche, visite guidate e altri eventi culturali. Oltre ai concerti (in estate) e agli incontri di poesia e cinema, la prima domenica di ogni mese si svolge “Rodearte“, appuntamento dedicato all’arte, all’artigianato e alla letteratura.

Questa prima domenica d’ottobre le “Cuevas del Rodeo” sono state animate da molte attività: un concorso di poesia giovanile, un incontro con autori, concerti di musica swing e del cantautore Pablo Mataluna, e l’inaugurazione della mostra dell’artista mursiano Pepe Yagües.

Con questa esposizione dal titolo Des-nudos, che rimarrà aperta nella Sala “Mengolero” fino al 21 dicembre (da lunedì a venerdì, 9-15) , Pepe Yagües propone un percorso nella Storia dell’arte attraverso la reinterpretazione di capolavori di grandi Maestri incentrati nella rappresentazione del nudo, come la Nascita di Venere di Botticelli, le Tre Grazie di Rubens, la Venere dormiente di Giorgione, la Maya desnuda di Goya, la Grande odalisca di Ingres.

L’artista, in stretta connessione con il tema della mostra, ha partecipato all’inagurazione completamente nudo, mentre l’attrice Inma Guillén e la poetessa Inma Pelegrín, anch’esse in déshabillé, hanno letto e interpretato alcuni brani ispirati ad Adamo e Lilith. Anche il pubblico è stato invitato a liberarsi dei vestiti per avvicinarsi pienamente all’esposizione.

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